Siamo giunti al Round 3!
Ambientazione al GP del Belgio del 1967, correremo nella vecchia versione di Spa: 14 km nelle Ardenne ad altissima velocità a bordo della nuovissima offerta di Kunos, la Ferrari 312/67.

STORIA E TRIBUTO AD UN GRANDE PILOTA ITALIANO…

Anni “bui” per la Ferrari: Forghieri e Ferrari dovettero dar conto ai ‘garagisti’ (come li definiva quest’ultimo) capeggiati da Chapman. Notevoli gli sforzi della casa di Maranello per migliorare la performance, che probabilmente non mancava, ma era accompagnata da una notevole inaffidabilità dei motori e dalla scarsa esperienza alla guida di un giovane Chris Amon in coppia con un più esperto Lorenzo Bandini, che però non poteva reggere il confronto con i concorrenti di altissima caratura dell’epoca: insomma erano i tempi di Jackie Stewart, Jim Clark, Graham Hill, Jack Brabham e più tardi Emerson Fittipaldi, non proprio bruscolotti diciamo… La Ferrari rivide il titolo mondiale solo nel 1975 con un signorotto austriaco con i dentoni e una testa come un computer, ma questo è un altro round 😉

Entriamo dunque nel vivo. Il GP del Belgio fu vinto da un inaspettato Dan Gurney, pilota americano a bordo dell’americana Eagle con motore Weslake… Fatico anche io a ricordare: d’altronde in 50 e più anni di F1 ne sono passati di piloti e di scuderie, soprattutto negli anni addietro in cui le possibilità erano maggiori. Gurney vinse 3 GP in F1, questo fu l’ultimo, poi si ritirò nelle NASCAR e in altre categorie americane: il buon Cosimo converrà che forse era meglio piazzato in quelle sub-categorie 🙂 Ovviamente si scherza, merito a tutti, ma qui parliamo di F1, la più importante competizione motoristica di ieri e di oggi, quindi concentriamoci su di essa!

Beh si è parlato di delusione Ferrari, ma c’è da dire che al 2° Round di quel campionato una tragedia colpì la casa italiana: Monaco 1967, Lorenzo Bandini alla chicane du port non innesta la 3a e resta in 5a, entra troppo velocemente e con la ruota posteriore urta una bitta d’ormeggio, la sua auto si cappotta e prende fuoco (alimentato ulteriormente dalle balle di fieno): non ci si rende conto bene della situazione, addirittura è lo stesso re Juan Carlos a scavalcare le barriere e cercare di soccorrere Bandini, ma solo dopo un po’ ci si accorse che il pilota non era balzato fuori dall’auto bensì vi era rimasto dentro tra le fiamme… Il resto purtroppo vien da sé. I piloti della F1 Evolution ricorderanno sicuramente benissimo quel tratto di Monaco di quegli anni dall’esperienza di Round 2. Ci vuole coraggio, tanto coraggio a correre in quel modo! Il prossimo Round è ambientato nel 1967 per cui abbiamo ritenuto giusto ricordare uno dei piloti italiani più amati nel mondo delle corse che ha gareggiato e perso la vita sulla Ferrari 312/67 protagonista di questo round.

UN CIRCUITO STORICO, CHE PIU’ STORICO NON SI PUO’!

Cosa significa questo circuito per noi appassionati di Motorsport? Credo significhi tutto, per molti significa il più bel tracciato al mondo, ma al di là dei gusti, non si può negare la perfezione di questa pista, l’emozione dell’Eau Rouge-Raidillon, il brivido di una staccata al kemmel! E’ qualcosa che va oltre il semplice piacere di guida! E’ storia, è duelli Hakkinen – Schumacher, per citare i più recenti amati dal vero nostalgico della F1 che ricorda il pilota più titolato di tutti i tempi, è motorsport puro! Pochi però forse ricordano la storia di questo tracciato: una storia infinita! Ed è per questo che la F1 Evolution si fa avanti, per emozionarci anche di fronte a Spa di un tempo, quando tutto è nato!

14,1 km nelle campagne sconfinate, curvoni ad altissima velocità, poche staccate degne di nota: sono quindi tanti km ma a velocità impressionanti che permisero a Jim Clark di ottenere la pole con un tempo di 3.28.1 e quindi ad una media di 244 km/h che, date le velocità di punta dell’epoca (310 km/h circa), è un risultato stratosferico a dimostrazione di quanto fosse veloce questo tracciato. Con una F1 moderna potrebbe sembrare un tracciato poco impegnativo, in realtà per l’epoca era forse il più impegnativo: si dice che solo i campioni facevano la differenza!

Spa era uno dei banchi di prova più importanti per i piloti della massima categoria automobilistica. Infatti la maggioranza delle curve erano delle vere e proprie sfide da affrontare ogni giro a velocità pazzesche, col risultato di rendere evidente la differenza tra i piloti medi e i campioni.

La svolta si ebbe con l’avvento preponderante dell’aerodinamica che incrementò sempre più le velocità di percorrenza, per cui sotto pressione di Jackie Stewart, che riuscì ad incrementare notevolmente il fattore sicurezza in F1, a fine anni 70′ la pista fu modificata così come la conosciamo adesso (circa), cambiando nettamente o quasi volto. Il “quasi” è legato sicuramente al fatto che Spa resta tuttora una delle piste più veloci del campionato, ma per il resto l’unico tratto conservato è quello nei pressi dei paddock: dalla source al kemmel.

Spiegare questo circuito storico sarebbe piuttosto inutile: il mio consiglio è di provare a correrci! Solo così potrete apprezzarlo appieno!

FERRARI 312/67: INNOVAZIONE MA SCARSA AFFIDABILITA’, LE BASI PER IL FUTURO…

Un bel V12 3.0 aspirato da 390 CV, what else? Un sound da paura!
Motore migliorato più volte, ma che non garantì alta affidabilità.

Telaio ibrido in monoscocca: fibra di vetro e alluminio. C’era sempre più la necessità di ridurre il peso e irrigidire la struttura, sperimentando nuove tecniche di progettazione e quindi spingendo sempre più sul monoscocca e sui materiali compositi.

Piacevole alla vista l’intreccio degli scarichi al posteriore, ma nel complesso è un auto esteticamente meravigliosa da vedere e rivedere nello showroom di Assetto Corsa, grazie anche alla notevole attenzione ai dettagli che Kunos ci regala.

Il modello 312 nasce proprio nel 1967 regalando inizialmente scarsi risultati, ma gli appassionati sanno che esso perdurò fino al 1980 con le sue naturali evoluzioni, regalando grandi vittorie e successi alla casa di Maranello. Insomma Forghieri gettò solo le basi per un futuro straordinario! …Qualcosa mi dice che in questa F1 Evolution leggeremo ancora una volta questa sigla numerica 😉

ULTIMO APPELLO PER RIVIVERE LA STORIA

Ricordiamo che le iscrizioni al campionato sono aperte fino al 31 Dicembre e che il format basa il punteggio in classifica solo sui 7 migliori risultati su 10. Essendo questo il 3° Round, l’iscrizione dal 4° in poi non solo è consentita ma permetterebbe anche di non avere conseguenze negative sulla classifica finale. Insomma l’ultimo treno per rivivere la storia della F1 sta passando, che fate? Lo staccate il biglietto?

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Alessandro Filippello per e-RacingSeries.com

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