EES: 6h di Suzuka

EES: 6h di Suzuka

L’insidioso circuito giapponese ha fatto molte vittime e riaperto il campionato in due categorie

Nonostante la pioggia dei giorni passati, il meteo è stato clemente con i 31 equipaggi al via della 6 ore di Suzuka, terz’ultimo round del campionato. Un bel sole ha accompagnato i piloti nelle prime ore di gara, per poi lasciare spazio alle tenebre. Non sono mancate le sorprese, soprattutto in LMP2 e LMGTE.

LMHC – La penalità e Araneda non scalfiscono la #1

Wave #1 ed ELTA #16 – Screen di Alessandro Appolloni

Dopo essersela fatta sfuggire in Florida, Lorenzo Arisi è tornato in pole position in Oriente facendo segnare un 1.41.695. Dopo un primo stint in fuga, per guadagnare più tempo possibile prima di scontare un drive through dovuto a una penalità della scorsa gara, la Wave Freem ha trovato in Jos Araneda un cliente ostico. Partito dall’ultima posizione di categoria per un problema tecnico, il pilota Ground Effect ha approfittato del fuel saving della Senna #1 per insidiare la vetta. Dopo un primo stint passato a battagliare con De Ciutiis, Araneda si è reso protagonista all’esterno della 130R con un bel sorpasso ai danni di Corazzari, subentrato nel frattempo ad Arisi.

La #9 ha perso la vetta durante il lungo Full Course Yellow chiamato per l’incidente occorso a Nicola Cadorin (HG Esports, LMGTE), che ha permesso a Corazzari di fare un pit “gratuito”. La gara della Ground Effect è purtroppo però finita prematuramente per un incidente. Pauli Ahonen, subentrato ad Araneda, ha accusato problemi al volante durante il cambio pilota che hanno portato al ritiro finale. Un epilogo davvero sfortunato per un equipaggio che stava facendo una gara di assoluto livello. Alla fine sul podio con la Wave sono salite la ELTA Customs (De Ciutiis-Casalena) e la Naja (Iadicicco-Lapadula-Zitiello).

LMP2 – Giornata nera al vertice, Wave sugli scudi

Wave Freem #20, P1 a Suzuka – Screen di Alessandro Appolloni

Gara da dimenticare per i due equipaggi in testa alla categoria LMP2, Absolute Motorsport e Pescara. I primi, con uno stop & go di 20 secondi dalla scorsa gara, hanno iniziato il loro pomeriggio da incubo durante il primo giro. Dopo aver ottenuto la pole position, un incidente con una HC ha costretto Quintaié a lunghe riparazioni, costategli moltissimo tempo. Peggio è andata ai Pescara, con Oppecini costretto al ritiro dopo sole 45 tornate, e dunque con 0 punti raccolti.

Nella confusione generale, chi ne ha approfittato è stata la Wave Freem #20. Gara perfetta per il terzetto Smeriglio-Soave-Vinciullo, che viene ripagato della sfortuna avuta a Sebring e vince con un giro di vantaggio sulla wild card Simracing Engineering (cui però non vengono assegnati punti). Terzo posto per la AKR Simracing #24. Squalificata nel giro di rientro resta sub judice la sua posizione fino all’uscita del referto ufficiale. In caso di conferma del DQ ne approfitterebbe la ARMS #42, che dà continuità al buon risultato dello scorso round.

LMGTE – Harakiri Musto, Leo Racing Team in vetta

Leo #61 e Wave #62, rispettivamente P1 e P3 in Giappone – Screen di Alessandro Puoti

Incredibile colpo di scena in categoria LMGTE. Un incidente alla 130R per la Musto #90 ha improvvisamente riaperto i giochi per una classifica di categoria che sembrava essere a senso unico fino a due round fa. Che il weekend per la BMW leader del campionato non sarebbe stato semplice si era capito sin dall’inizio. Un errore aveva fatto scivolare la vettura guidata da Biancolilla, dopo la P2 in qualifica alle spalle di Malghera. A peggiorare la situazione un contatto con la DGS #55 in curva 1, prima del disastroso epilogo finale.

Ne ha approfittato pienamente il Leo Racing Team. A loro la vittoria finale, e la vetta del campionato, dopo una gara passata a tenersi lontani dai problemi. P7 in griglia, la rimonta iniziata da Alessandro Puoti è stata completata nell’ultimo stint da Salvo Sardina. Secondo posto di categoria alla bandiera a scacchi per la Porsche dei DGS della coppia Appolloni-Cavagnino. Podio agrodolce per l’equipaggio Wave Freem, privato della possibilità di vincere da un contatto in una fase di doppiaggio e beffato sul finale anche per la seconda posizione per uno splash and go resosi necessario a pochi minuti dalla fine.

Abbandonato il Giappone, l’EES tornerà ora in Europa per le ultime due tappe, la 4 ore del Nurburging e la 12 ore di Le Mans. In Germania potrebbero già decidersi le sorti della categoria LMHC, molto più incerto il destino delle altre classi, in virtù del punteggio raddoppiato nell’ultimo round.


Per rivivere le 6 ore di gara:


About author
Valerio Ferraris

Valerio Ferraris

Direttore di gara e articolista su e-Racing Series.

Your email address will not be published. Required fields are marked *